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Voi non sapete

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Sinossi

Dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio, dopo le morti di Falcone e Borsellino, la mafia decide di aprire una nuova fase strategica. Abbandonato lo scontro frontale con le istituzioni e le azioni eclatanti organizzate da Totò Riina, si preferisce adottare la cosiddetta "strategia dell'immersione": allentare la tensione, entrare in una zona grigia nella quale si possa, più e meglio di prima, fare affari e ritessere l'intreccio della trama criminale. "Tutto si deve svolgere in immersione, sott'acqua, quell'enorme sommergibile che è la mafia deve d'ora in avanti navigare a quota periscopio." La mente di questo nuovo corso è quella di Bernardo Provenzano. Latitante per quarant'anni, durante i quali la sua unica immagine pubblica è quella catturata da sbiadite foto segnaletiche giovanili, Provenzano si trasforma dallo spietato assassino noto col soprannome di 'u tratturi in capo attento, oculato, perfino conciliante, all'apparenza. Nella frase con cui accoglie le forze dell'ordine quando viene catturato ("Voi non sapete quello che state facendo") è racchiuso il senso minaccioso di un ordine costruito con meticolosa, sotterranea implacabilità. E gli ormai celebri "pizzini", con i loro codici e sottocodici, con le allusività e il tono ora criptico, ora oracolare, ora dimesso, con i loro svarioni autentici o calcolati (lo "sgrammatichizzo") sono l'arcaico sistema che regola una sofisticata, modernissima ragnatela. Nel rigoglio della sua produzione narrativa quasi mai, per esplicita scelta, Andrea Camilleri ha toccato il tema della mafia. Ma quando i pizzini di Provenzano sono stati resi pubblici è stato subito chiaro che, per la loro stessa natura, quei testi costituivano per lui un'opportunità di riflessione imperdibile: linguisticamente anomali, antropologicamente emblematici per la concezione della religione, della famiglia, delle gerarchie, dei rapporti tra le persone che esprimono, sembravano fatti apposta per entrare nell'universo letterario dello scrittore di Porto Empedocle. E così è stato. Ne è venuto fuori un libro di forte sapore narrativo e di amara onestà, di cerimoniosa ferocia e acre ironia. Una sorta di dizionario che, voce per voce, ci svela l'alfabeto con cui il boss dei boss ha parlato per più di quarant'anni alla sua organizzazione e ne smonta gli ingranaggi per mostrarci che, sotto la superficie di parole apparentemente comuni, può celarsi la feroce banalità del male. E che i primi anticorpi che una società civile deve sviluppare contro la vischiosa rete delle complicità mafiose sono quelli di un linguaggio limpido, onesto, condiviso. Un libro, questo, in cui il piacere della lettura, il gusto per la battuta e per il paradosso non si possono districare mai da un diffuso senso di allarme. E anche questa è una nota nuova nell'orchestrazione stilistica del Maestro: per la prima volta, forse, il lettore non approda alla catarsi dell'invenzione camilleriana ma rimane inchiodato, attonito, davanti alla grottesca efferatezza del mondo.

Biografia

Andrea Camilleri

Andrea Camilleri nasce a Porto Empedocle, Agrigento, nel 1925. Iscrittosi al liceo classico, ottiene la maturità senza fare gli esami perché il preside ha così deciso; il motivo è semplice: siamo nel il 1943 e stanno per sbarcare gli alleati. È un periodo di peregrinazioni per la Sicilia, “a piedi o su camion tedeschi o italiani sotto un continuo mitragliamento, per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere, di sangue, di paura”. Dal 1948 al 1950 segue i corsi di regia all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio D’Amico (dove quasi trent’anni dopo gli sarà assegnata la cattedra), studi che gli procurano prestigiosi impieghi da regista teatrale e televisivo negli anni 60: è il primo a portare in Italia il teatro dell’assurdo di Beckett, ed è il responsabile di trasposizioni televisive di noti personaggi gialli come il Tenente Sheridan e il Commissario Maigret, esperienza di grande valore: “è lì che ho imparato il mestiere di scrivere gialli”. Il 1978 segna l’esordio nella narrativa con Il corso delle cose, che però passa inosservato. Il successo arriva solo con la serie incentrata sul commissario Montalbano, ambientata nell’immaginario paesino siciliano di Vigàta; ad inaugurarla è La forma dell’acqua nel 1994. Ogni titolo sarà un bestseller (successo replicato dalla serie televisiva, interpretata da Luca Zingaretti). Oltre a Montalbano e alle sue indagini, Camilleri ha dato vita ad altre storie e personaggi, come quelli della trilogia fantastica (Maruzza Musumeci, Il casellante e Il sonaglio) e di tanti altri titoli, oggi punti fermi della letteratura italiana (alcuni di quelli disponibili in formato eBook su Ultima Books: La tripla vita di Michele Sparacino, La mossa del cavallo, Un onorevole siciliano, Il tailleur grigio, Un sabato con gli amici).

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