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Fare poesia nell'era degli sms e dei QRcode
Gran parte dei testi/poesie di questi libro ha un'intrinseca voglia virale di trasmissibilità.
Una sezione è dedicata a pezzi scritti in 250 battute e trasformati in un QRcode, un nuovo codice per la trasmissione dei dati più evoluto del consueto codice a barre. Si tratta comunque di codici, e negli ultimi anni i codici a barre hanno accompagnato le merci come angeli custodi: ne rivelavano la provenienza, la quantità, la qualità, un numero di catalogazione e quant'altro. Sono stati i salvatori della trasportabilità e dello stoccaggio delle merci. La scommessa è di scrivere in uno spazio che non fosse tra quelli concessi dalla tradizione (sonetto, madrigale, canzone, struttura libera), ma da una specie di vera e propria area di scrittura, un perimetro da riempire come un uovo. I limiti non sono dati né dalla lunghezza del verso -la metrica- né dalla scelta di una forma poetica. Questi codici possono essere letti da un computer o da un normale cellulare dotato di telecamera e di software adatti e gratuiti.
La letteratura segue sempre più le stesse sorti della merce, di quello che Marx teorizzò come feticismo della merce e che Lacan ed altri vedono alle basi del discorso del capitalismo e del consumismo. Costringersi in 250 caratteri è un esercizio di lima e sottrazione complesso, il testo deve avere una propria forza nella sua brevità e in una sua nuova metrica -Amalia Rosselli parlava di spazi metrici- che non è più rintracciabile nelle rime e nel numero di sillabe, ma in uno spazio fisico. Così, alla fine divengono merce anch'essi: facilmente trasportabili in un piccolo Qrcode, facilmente stoccabili nella immaterialità dei byte o nella leggerezza della carta, infinitamente facili da consumare, attraverso la loro lettura o attraverso una possibile e accettabile indifferenza.
Ma mentre i codici a barre raccontano qualcosa della merce, questi pezzi, trasformati in QRcode, non raccontano cose su una merce: sono la merce stessa. Però fatta, in questo caso, di lettere, sillabe, parole, frasi.
Alcuni pezzi della sezione "produci consuma crepa" sono stati pubblicati ne
"Il teorema dello scaffale", Napoli 2010, ed. Tilapia. Vengono qui presentati
nella forma scritta e nella versione QRcode, leggibile da un dispositivo portatile.
11 di questi pezzi fanno parte di progetto audio "QRcode soundpoems remix"
che si può ascoltare su http://soundcloud.com/vittorioliberti e che ha visto
l'intervento di musicisti e dj.
La sezione "160xS.M.S." raccoglie testi scritti in 160 caratteri -quelli uno
short message-, inviabili nella loro interezza e accettano la sfida dei nuovi modi di contrazione delle parole che si usa negli short messages. Un reading con alcuni di questi testi è visionabile su http://www.youtube.com/watch?v=4oz71BeD5qc.
"Ultime" riunisce poesie scritte tra il 2010 e il 2011. Un reading con alcune di esse è visionabile su http://www.youtube.com/watch?v=TOpTA9vI_Cw
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