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Nebbia rossa

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Sinossi

Un nuovo filo rosso da rintracciare: il diciannovesimo capitolo della saga Scarpetta
Qualche anno fa una famiglia di Savannah è stata sterminata, una donna si trova nel braccio della morte, morti sconcertanti si susseguono senza spiegazione, e il suo vice, Jack Fielding, è stato ucciso 6 mesi fa: l’anatomopatologa Kay Scarpetta è convinta che questi fattori siano legati tra loro. Dietro a tutti gli orrori irrisolti c’è qualcuno, e per un motivo preciso. È per dare una risposta a questi enigmi che ora è in viaggio verso la Georgia Prison for Women: là c’è una detenuta, colpevole di vari reati sessuali e madre di un abile killer, che può darle delle risposte. Kay capirà che ciò che sembrava fosse finito col delitto di Jack Fielding e con un attentato alla sua stessa vita è in realtà solo l’inizio di qualcosa di assolutamente più distruttivo.
Diciannovesimo capitolo della saga “Scarpetta”, Nebbia Rossa vede nuovamente in azione la prima anatomopatologa della scena del thriller, per scavare a fondo in un nuovo caso di omicidi; ma non basta: stavolta ci sono in gioco anche cospirazioni insospettabili. Patricia Cornwell non rinuncia al personaggio che l’ha resa celebre in tutto il mondo, alla sua “intellettuale elegante, con sentimenti profondi”.

Biografia

Patricia Cornwell

Patricia Cornwell (Miami, 1956) è una scrittrice di thriller legali, arrivata alla fama internazionale grazie alla serie “Scarpetta” e alla sua protagonista, l’anatomopatologa Kay Scarpetta. L’infanzia di Patricia è piuttosto tormentata: il padre se ne va quando lei ha 5 anni (“Fu come se mi avesse uccisa”), la madre cade in frequenti crisi depressive, e affida lei e i suoi fratelli ai vicini di casa, che le impartiscono una rigida educazione. A 18 anni Patricia viene ricoverata per anoressia nervosa in un ospedale psichiatrico. Una volta uscita, frequenta il college e si laurea in Letteratura Inglese, legandosi, nel frattempo, ad un suo professore, che sposa qualche anno dopo. Nel 1979 diventa reporter di cronaca nera, partecipando anche alle ronde notturne della polizia e imparando a sparare. Due anni dopo comincia a scrivere gialli, e, per rendere più verosimili le sue storie, lavora per un periodo all’Istituto di Scienza Medico-Legale della Virginia. Il primo romanzo del ciclo “Scarpetta” viene pubblicato nel 1990: Postmortem. Il successo cresce con gli episodi successivi, fino a vendite milionarie e a una celebrità spiazzante, che la fa precipitare in anni senza controllo. In preda a crisi maniaco-depressive, la scrittrice inizia a prendere psicofarmaci, a cui unisce l’abuso di alcool. Inoltre, è ossessionata dalla paura di venire assalita, per questo si circonda di guardie del corpo, di armi, e pretende che il suo staff faccia altrettanto. Un ulteriore, grande problema è quello relativo ai suoi enormi guadagni: è incapace di gestirli, e, turbata mentalmente, non capisce che è necessario affidarsi ad un consulente finanziario: “Durante le mie fasi maniacali, ho comprato una Mercedes da 100.000 dollari e l’ho fatta correre fino a finirla (...) Un’altra volta sono uscita a fare shopping e ho finito per spendere 27.000 dollari”.
A porre un freno a questo periodo delirante, arriva un incidente quasi mortale nel 1993, dovuto a guida in stato di ebbrezza, “un’esperienza necessaria”, che le fa prender consapevolezza di aver toccato il fondo.
Comincia una cura di disintossicazione dall’alcool, e il medico le prescrive l’uso del litio per tenere sotto controllo i suoi sbalzi maniaco-depressivi. Tutto ciò ha conseguenze positive non solo sulla sua vita in generale, sulle relazioni con gli altri e sulle sue finanze, ma anche sulla sua scrittura: “Il litio ha fatto migliorare anche la mia scrittura. Prima (...) invece di mettermi al lavoro uscivo di casa per fare una commissione. Facevo qualsiasi cosa per non stare seduta”. Divorziatasi dal marito nel 1989, si risposa nel 2005 con la dottoressa Stacy Gruber, una professoressa associata in Psichiatria alla Harvard Medical School.
I suoi libri vengono tradotti in oltre 35 Paesi, elogiati per la grande accuratezza nei dettagli, che le deriva dall’aver sempre vissuto in prima persona ciò che descrive: “Se devo far fare ad un mio personaggio qualcosa, devo averla fatta prima io nella realtà”.

Recensioni Cliente
non invecchia Recensito da Giulia
Non c'è niente da fare: Patricia Cornwell non perde lo smalto! Temevo che avesse perso inventiva, dopo ben 18 libri con la stessa protagonista, ma non è così. Come sempre, mi ha tenuta inchiodata senza mai annoiarmi (Inviato il 29/03/12)

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