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Le Balene di Maath / Zombie Carpocalypse

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Sinossi

Da Giuseppe Agnoletti e Domenico Mastrapasqua, i due stupendi racconti vincitori del Premio Kipple 2011.
I due stupendi racconti vincitori del Premio Short Kipple 2011.
Due mondi per certi versi opposti: uno dalla superficie completamente occupata dall’acqua in cui le balene assumono un ruolo fondamentale, mentre nell’altro i protagonisti hanno a che fare con tremendi zombie cyborg.

Recensioni Cliente
Zombie Carpocalypse Recensito da Mithrandil
Chi ha presente la bella sensazione di quando ci si imbatte in un nuovo autore e si decide che, d'ora in poi, tutti i suoi scritti saranno nostri? Quella bella cosa che, negli anni, ha colpito prima con Eco, poi Tolkien, Crichton, Asimov, Cussler (ultimamente anche James Patterson e Jeffrey Deaver mi stanno facendo quest'effetto).
Ok. Diciamo che si è quasi ripresentata. Spiego meglio.
Ho iniziato a leggere i (pochi, per ora, ma è giovane e si rifarà) racconti brevi di Domenico "7di9" Mastrapasqua. Nella fattispecie, l'ultimo che mi è capitato sottomano è "Zombie Carpocalypse", vincitore (ex-aequo) del premio Short Kipple 2011. E' un racconto che posso definire solo sbalorditivo. Volutamente, e in maniera eccellente. Inizio shock, subito nel mezzo delle cose. Non si perde tempo con gli zombi in giro. Poi ritmo concitatissimo, azione quasi frenetica. Questi sono zombie che attaccano sempre all'improvviso, colgiendo il lettore alla sprovvista. E il finale... beh, dire che lascia senza parole è dire poco. Uno shock non da poco. E soprattutto lascia la voglia di continuare a leggere, di scoprire se e come ci sarà un seguito.

Avevo conosciuto Domenico Mastrapasqua come un autore di fantascienza [...] E come autore di fantascienza non se la cava affatto male (provate a leggere il suo racconto "Nella città morente", inserito nella raccolta "Notturno alieno", edito da Bietti). Ora mi ha di nuovo sorpreso, e convinto, con questo horror avvincente e per nulla scontato.
(Inviato il 16/01/12)
Zombie Carpocalypse Recensito da Mithrandil
Chi ha presente la bella sensazione di quando ci si imbatte in un nuovo autore e si decide che, d'ora in poi, tutti i suoi scritti saranno nostri? Quella bella cosa che, negli anni, ha colpito prima con Eco, poi Tolkien, Crichton, Asimov, Cussler (ultimamente anche James Patterson e Jeffrey Deaver mi stanno facendo quest'effetto).
Ok. Diciamo che si è quasi ripresentata. Spiego meglio.
Ho iniziato a leggere i (pochi, per ora, ma è giovane e si rifarà) racconti brevi di Domenico "7di9" Mastrapasqua. Nella fattispecie, l'ultimo che mi è capitato sottomano è "Zombie Carpocalypse", vincitore (ex-aequo) del premio Short Kipple 2011. E' un racconto che posso definire solo sbalorditivo. Volutamente, e in maniera eccellente. Inizio shock, subito nel mezzo delle cose. Non si perde tempo con gli zombi in giro. Poi ritmo concitatissimo, azione quasi frenetica. Questi sono zombie che attaccano sempre all'improvviso, colgiendo il lettore alla sprovvista. E il finale... beh, dire che lascia senza parole è dire poco. Uno shock non da poco. E soprattutto lascia la voglia di continuare a leggere, di scoprire se e come ci sarà un seguito.
Avevo conosciuto Domenico Mastrapasqua come un autore di fantascienza (nonché tra i fondatori del connettivismo italiano). E come autore di fantascienza non se la cava affatto male (provate a leggere il suo racconto "Nella città morente", inserito nella raccolta "Notturno alieno", edito da Bietti). Ora mi ha di nuovo sorpreso, e convinto, con questo horror avvincente e per nulla scontato.
(Inviato il 14/01/12)
Domenico Mastrapasqua, "Zombie Carpocalypse" Recensito da O.D.
Vincitore, a pari merito con l’altro racconto pubblicato, del premio Short Kipple 2011, Zombie Carpocalypse è un’altra conferma dei continui progressi dello scrittore Domenico Mastrapasqua.

Non lasciatevi dissuadere dal titolo, il pezzo non ha nulla di prevedibile né si tratta dell’ennesima replica di un filone troppo sfruttato.
In uno scenario apocalittico, la trama si apre nel bel mezzo di un dialogo, una fulminea zoomata all’interno di un’aula universitaria, tra detriti, un silenzio pesante e senso d’attesa. Si trattiene il fiato…
Pochi paragrafi, cambio di scena e la narrazione entra nel vivo, si fa via via più incalzante, obbligando a non distogliere un attimo l’attenzione fino al finale, immersi totalmente nel dinamismo dell’intreccio.
La scenografia apocalittica si integra perfettamente con la trama, trasuda l’angoscia dei protagonisti, rendendo ancor più cupi e inquietanti i loro timori (cosa sono davvero quegli zombie-tank?, qual è la causa di quella epidemia o infezione?). Talvolta sembra addirittura viva, una trappola infernale che dietro ogni maceria, ogni angolo, nasconde una minaccia. Nulla, nulla, è più umano.
Colpi di scena e momenti di pura azione rendono la trama ancor più godibile, incrementando il ritmo narrativo tanto che ci si aspetterebbe di sentire in sottofondo la miglior colonna sonora di un film ad alto contenuto adrenalinico.
Diretti fino alla scena finale. Inattesa.

Ottimo nuovo riscontro per Domenico Mastrapasqua, che dimostra di sapersi destreggiare abilmente con prove narrative differenti e con la forma breve del racconto, ma soprattutto di riuscire ogni volta a migliorarsi come scrittore, dopo i suoi già eccellenti racconti pubblicati finora.
(Inviato il 11/01/12)

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