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Un grosso Quaderno Nero, di quelli usati per tenere i conti del latte da cagliare, giunge tra le mani di Mauro Corona. Porta in calce la data 1920 ed è firmato Severino Corona detto Zino. Contiene, in calligrafia appena leggibile, la confessione di un uomo che il destino o la vendetta della strega Melissa ha spinto, contro la sua volontà, sulla via della perdizione. Nella solitudine, tra le pietre e la neve dei monti che sovrastano il Vajont, la voglia di sesso è il demone scatenante che fa nascere storie di violenza e di morte. È la voglia sfrenata che prende Zino e lo spinge a desiderare la moglie di Raggio, il suo più caro amico, fino alla follia e al delitto. Mauro Corona, affascinato dalla storia del Quaderno Nero, ne conserva il linguaggio naturale, duro e carezzevole, dove ferocia e pietà sono le due facce di quella stessa moneta gobba che è la vita distorta da una povertà atavica impastata di fatica, di sangue, di sesso, di stregoneria. Ma, luminosa, come un lucignolo nel buio assoluto, si affaccia la storia della piccola Neve, la bambina che non sentiva il freddo e che si scioglierà come ghiaccio al sole: poche gocce d'acqua, conservate in una bottiglia posta ancora oggi sulla mensola del camino di Mauro Corona.
Mauro Corona nasce il 9 agosto 1950 a Baselga di Pinè e a sei anni si sposta a Erto, paese natala della famiglia. Nel '63 l'ondata del Vajont spazza la parte bassa della cittadina bellunese e Mauro si trasferisce nel Collegio Don Bosco di Pordenone. Lasciata la scuola, Corona lavora prima come manovale nella cava di marmo del Monte Buscada e poi come scalpellino. Inizia così la sua attività di scultore a cui si affiancherà dalla fine degli anni '90 anche quella di scrittore.
Tra le sue opere ricordiamo Cani, camosci, cuculi (e un corvo), L'ombra del bastone e Il canto delle manére, disponibili in ebook su Ultima Books.
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