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Autori: Frank Spada

Editore: Robin Edizioni

ISBN: 9788867400430

Data Pubblicazione: 26/07/2012

Protezione: No DRM

Linguaggio: Italiano

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Sinossi

Il tempo che non muore è quello che ritorna? Pare di sì, se questa volta, mentre presenzia al funerale di un amico, Marlowe incontra un irlandese conosciuto da bambino, che gli lascia una busta con il mistero del passato, e un tesoro, per poi svanire dalla scena inghiottito nel ventre di una nave di Cape Town. Dopo "Marlowe ti amo" e "Dimmi chi sei, Marlowe", Frank Spada tesse nuovamente la sceneggiatura di un film d’epoca, dove gli indizi si configurano come misteri ai quali solo il tempo può dare soluzione. L’incarico di svolgere un’indagine sul fratello di una “lady in passerella”, accusato di omicidio, porta Marlowe a varcare una linea di confine parallela all’Oceano Pacifico, costringendolo a far ruotare gli assi della Olds a Las Mesas e a contabilizzare la strada percorsa da un’automobile che è un mito con gli squillanti dollari di un libretto al portatore. Neppure chi comanda il “caso” può sottrarsi al gioco, e rischia di trovarsi messo a nudo per i suoi rapporti con gli agenti federali. Per Marlowe, e per il suo inseparabile doppio impegnato a esercitarsi con lo spirito, non sarà difficile capire che un tesoro maschera un traffico pesante e che l’identità di un morto non può essere provata da un cadavere con qualche dito in meno.
California e dintorni, anni Cinquanta, e come sempre il jazz che aumenta i giri degli imprevedibili pensieri di un autore che mantiene le promesse: complotti, sotterfugi, suspense, colpi di scena, citazioni, richiami cinematografici, dialoghi incalzanti, e le metafore celate in una “scrittura” che catturerà il lettore per la sua originalità.

Recensioni Cliente
Chi è Frank Spada? Recensito da Valentina Contarino
Anno non ben definito in un luogo non identificato, i cui contorni sono disegnati da una scia di un fumo blu che si posa su spalle che dondolano al ritmo di quella grande invenzione che fu il Jazz. Così inizia la storia di Frank Spada: questo bambino diventato uomo disapprovando il tempo che la curiosità gli ha fatto scorrere veloce tra le dita, le stesse dita che tra una sigaretta appena spenta e l’altra subito accesa si sarebbero trovate a tessere le trame di una storia che se non è sua è certamente del suo doppio. La storia di Spada non inizia nel 2010, anno della pubblicazione del suo primo romanzo (Marlowe ti amo). La storia di Spada inizia molto tempo prima. Prende le mosse da una biblioteca paterna e dai suoni di un’epoca che si è impressa sulla costa occidentale degli Stati Uniti e di un’eco, che attraversando l’oceano, è giunta fino alla costa orientale italiana. Proprio lì dove Spada, ancora in calzoncini corti, seduto accanto alla madre sentiva il cuore lanciarsi in un battito frettoloso per lo sguardo di una diva del cinema che non avrebbe più scordato, perché così succede col primo amore. Si muove in un’epoca in cui tutto pullula di novità, di quella genuina novità che porta ancora l’aroma dell’opportunità, del miglioramento. Spada ha occhi svegli e mente arzigogolata e per gioco – perché la sua serietà è talmente naturale da non poter che assumere l’aspetto del vizio – si procura ogni sorta di informazione senza saziare mai la sua curiosità. Questo gli permette di diventare un creativo nella vita di tutti i giorni e un uomo che scoprirà di non essere normale, ma straordinario, solo dopo molti inverni rispetto a quello in cui una malattia lo costrinse a letto per lungo tempo dandogli la possibilità di frugare indisturbato nella borsetta di Mary Poppins. Frank Spada scioglie i suoi pensieri su un sentiero in cui i lampioni sono al neon e le panchine ben comode. Pensieri che lo tengono impegnato nella privazione di una ragione che par lucida solo a chi è impegnato a far altro piuttosto che ad ascoltarlo. In realtà saranno molte le strade che percorrerà, gli incontri preziosi che farà, le gioie e i dolori a cui più o meno disinvolto stringerà la mano. E … accade così che una mattina scosta una sedia, si accomoda, tiene una sigaretta tra le dita e decide di far testamento nominando come erede universale della sua storia un morto che riporta in vita.
Erede di Frank Spada è il Marlowe chandleriano innovato dalla compagnia di un doppio, di una cravatta con un dragone e di un amico grande e grosso, che messo da parte il cesto della NBA, gli fornisce la lista della spesa fatta di titoli e nomi importanti. Un Marlowe impegnato nella risoluzione di casi umani o dis-umani, invischiato nel malaffare che la natura in un paio di occasioni sventa col suo benestare. Un Marlowe con quattro orecchie sempre rivolte alla radio che sputa fuori un Jazz che fa riflettere e che se ne sta in sella ad una puledrina che lo scarrozza felice fremendo ad ogni sua carezza. E mi accorgo ora di aver fatto un errore madornale, i Marlowe in realtà sono due… ed ecco che qui vi spiego del “Doppio”. C’è il Marlowe investigatore e il Marlowe indagatore (il Doppio appunto). Il primo si muove su una dimensione reale, il secondo fa il trapezista in una dimensione psicologica. Il primo è pragmatico, svelto, risoluto; il secondo è complesso, articolato, splendidamente esasperante. Ma non fraintendetemi: è il primo che parla, ma è il secondo che agisce!
E… non posso svelarvi altro di Marlowe che riposa in una trilogia che merita d’essere letta prima e capita poi.* Ma posso dirvi, a conclusione di questo breve excursus, qualcos’altro di Frank Spada. E’ un uomo comune in un mondo di matti, questo lo rende eccezionale. Questo ne fa un Autore di prima categoria, il cui stile è introvabile in altre righe o sotto altre copertine. Un jazzista che fa musica a suon di parole. Uno Scrittore che se non ha mai smesso di giocare evitando accuratamente di prendersi sul serio, merita invece dal lettore che abbia la fortuna di leggerne i pensieri assoluta attenzione e sincera ammirazione.
Per chi ne volesse sapere di più basta un CLIC
PASSO E CHIUDO!
(Inviato il 05/11/12)
Un amico non si scorda mai, parola di Marlowe Recensito da Carla
Marlowe, l'investigatore sgualcito e in eterno contrasto col suo "doppio", torna in pista per una nuova indagine. E se nel romanzo precedente (Dimmi chi sei Marlowe) indagava guidato dal cuore, stavolta sono gli affetti dell'infanzia a spingerlo all'azione: mentre partecipa al funerale di un amico, incontra una vecchia conoscenza che consegnandogli una busta da custodire lo coinvolge in un gioco complicato e pericoloso. Nel frattempo un'affascinante fashion victim lo assolda per risolvere un problema di famiglia che inesplicabilmente risulta legato a filo doppio alle sorti dell'amico irlandese che gli ha consegnato la busta e di cui si sono perse le tracce. Ma al di là della vicenda - complessa e avvincente come sempre, che sarebbe troppo riduttivo sintetizzare in due parole - questo nuovo romanzo di Frank Spada conferma un sospetto nato con la lettura dei due precedenti: l'hard boiled e le atmosfere anni '50 sono solo un pretesto per fare letteratura. Letteratura di carattere, svincolata da una classificazione come romanzo di genere. Perchè la scrittura di Frank Spada è singolare e intensa, soprattutto in certe pagine in cui si mette a nudo la vera anima di Marlowe e del suo creatore. Non è una scrittura facile: occorre entrare in sintonia col suo ritmo sincopato e ricco di citazioni. Ma quando ci si riesce, quando si apre la mente e ci lascia coinvolgere dalle evoluzioni verbali, si gusta realmente il libro in tutte le sue sfumature. Insomma è un po' come il jazz che suscita grandi passioni o fredda indifferenza. E proprio il jazz, oltre ad accompagnare il lettore con un'ideale colonna sonora (approfondita in una interessante appendice nel libro) lascia tracce ovunque: a cominciare dalla elegante immagine di copertina, guarda caso firmata da Dennis Stock che fu il fotografo dei grandi jazzisti degli anni '50.

(Inviato il 27/07/12)

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